Roberto Sasso

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Eccomi qua. Io sono Roberto (non proprio…ma non sto a dirvi il perché!!).

Sono nato il 14 febbraio del 1979 e posso dire che è esattamente dal quel giorno che la musica ha iniziato ad accompagnare la mia vita. Mio padre (ex chitarrista) decise infatti di comprarmi quello stesso giorno una chitarra elettrica. Come dire, lui buttò il seme e per questo gliene sarò sempre grato, ma sbagliò pianta!!! Già dai 5/6 anni infatti i tasti bianchi e neri iniziarono ad attirarmi molto di più delle sei corde d’acciaio.

A 8 anni ho iniziato a prendere lezioni privatamente, successivamente ho continuato gli studi in conservatorio. Qui ho avuto la grazia di un ennesimo dono concretizzatosi nell’incontro con una persona che per sempre ha cambiato il modo di approcciarmi non solo allo strumento, non solo alla musica ma anche e soprattutto alla vita “da musicista” : il Maestro Davide Santorsola.

Perché sono entrato nel Kantiere?

Difficile rispondere a questa domanda, perché infinite potrebbero essere le risposte… Di certo essere nato da genitori fortemente credenti mi ha educato sin da piccolo ai valori cristiani. Ho frequentato le parrocchia e ho anche suonato e diretto cori. Posso quindi tranquillamente dire che un forte imprinting verso la fede l’ho avuto, ma credo comunque fortemente che le altre e più disparate esperienze di vita successive hanno di molto influenzato il mio approccio alla vita e soprattutto alla fede. Spesso mi ritrovo a riflettere e condividere ciò che scrive il compianto Tiziano Terzani, ovvero che “non è Dio che ha fatto l’uomo a sua immagine e somiglianza ma l’uomo a costruirsi un Dio a sua immagine e somiglianza” e nel mio piccolo mi trovo spesso a contrastare questo tipo di approccio. Sono un fermo sostenitore del fatto che riscoprire e vedere Dio sia possibile sempre, con chiunque e in ogni luogo del creato. Lo si può incontrare tra le parole di un Sacerdote così come nel semplice sguardo della persona amata, di un amico e spesso nello sguardo di uno sconosciuto. Nella sofferenza ma soprattutto nella gioia. In ogni angolo sperduto della terra, anche quello più impensabile e non necessariamente in luoghi “istituzionali”.

Proprio così, in ogni luogo… E fu così che stando semplicemente rinchiuso nel mio piccolo studietto (ricavato da un garage) rinominato dal caro amico Ernesto “la caverna”, un pomeriggio non particolarmente felice per me del 2012 venni “convocato” da Armieri, amico di vecchia data come Jo, che da anni non sentivo e vedevo.

Quella sera accettai di entrare nel “progetto” Kantiere.

Da quella sera gli altri ragazzi (ragazzi?…!!!) della band hanno dovuto iniziare a fare i conti con le mie visioni, i miei modi urbani ed extra-urbani, la mancanza quasi totale di maschere e filtri, i miei suoni, le mie manie e “fobie” ma anche con qualche mio difetto!!!!!

To be continued…